Brevi informazioni sulla Chiesa di S. Andrea


Storia dell'Edificio

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Il convento di Sant'Andrea fu fondato dall'arcivescovo duca Bruno (953-965), fratello dell'imperatore Ottone il Grande. Egli fece costruire, in stile protoromanico, una chiesa con cripta, di cui sono ancora visibili alcuni resti nella cripta attuale. Il suo successore, l'arcivescovo Gero, consacrò la chiesa il 3 maggio 974, dedicandola a Sant'Andrea e a tutti gli apostoli di Cristo. Una chiesa precedente a questa esisteva già nel nono secolo davanti alla porta settentrionale della Colonia romana: San Matteo in fossa, cioè nel fossato (intorno alle mura della città). All'interno e all'esterno del complesso di Sant'Andrea vennero portati alla luce resti di edifici romani e sarcofagi merovingi risalenti al primo periodo della città.
Vestibolo, parte dell'antico chiostro. Gli archi richiamano forme or­namentali dell'oriente

Intorno al 1200 incominciò la costruzione dell'attuale chiesa in stile tardoromanico. Venne eretta come basilica con colonne (pilastro polistilo) a tre navate con corpo occidentale antistante, torre sulla crociera (tiburio) e coro di forma allungata. Alle ali trasversali laterali che si chiudono in forma di abside vennero annessi, ad oriente, dei vestiboli, attraverso i quali i fedeli entravano in chiesa. L'attuale atrio occidentale costituiva una parte del chiostro di allora. Il vestibolo settentrionale venne trasformato nell'attuale sacrestia, in cui si trova il portale romanico dei leoni.
Nel XIV° secolo vennero abbattuti i muri delle navate laterali e furono aggiunte le cappelle gotiche. Nel 1414, dopo lo smantellamento del coro orientale romanico e la demolizione della cripta, i canonici diedero inizio al lavoro di costruzione del coro gotico secondo il modello del duomo di Aquisgrana. Verso la fine del XV° secolo, sul basamento circolare romanico della conca absidale settentrionale, venne eretta una sovrastruttura angolare tardogotica (5/8 abside poligonale). Al posto della conca meridionale fu costruito nel 1492 un transetto completamente nuovo. Nel 1539 venne aggiunta sul lato sudoccidentale la cappella del rosario.

Stile romanico

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Le chiese romaniche si contraddistinguono per una costruzione su pianta orizzontale cruciforme, spesso anche dotata di più torri, con elementi di fortificazione. La Gerusalemme celeste viene rappresentata come una rocca santa. In particolare la parte occidentale ha carattere di fortezza, poiché il lato del tramonto del sole é ritenuto la porta da cui possono far breccia le tenebre, il male. I poderosi muri sono segno del potere terreno che vuole proteggere la chiesa. A oriente, dal lato del sorgere del sole, si eleva l'altare, che rappresenta Cristo, luce del mondo. Nella navata, fra corpo occidentale e coro orientale, protetta dal potere temporale e da quello spirituale, trova il proprio posto l'assemblea dei fedeli. Attraverso l'impiego di motivi ornamentali a forma di animali e foglie, l'intera creazione viene inclusa nella chiesa : cosi essa, non più divinizzata né demonizzata, è votata alla lode dell'unico vero Dio. Un crescente culto dei santi portò alla costruzione di cripte (sotto l'altare e il coro orientale), atte a consentire l'accesso immediato alle tombe e alle reliquie.


Proiezione orizzontale (Pop-Up)

Pitture murali

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Sant'Andrea possiede numerose pitture murali. Sono conservate soltanto in parte, per esempio nella seconda cappella del lato settentrionale e nelle cappelle del lato sud: (1) Cristo giudice (2) Incoronazione della Vergine. Degni di menzione sono, su due pilastri nella navata centrale, (3) la rappresentazione del Giudizio Universale e (4) un volto di San Paolo.

Un'opera di rilievo (5) si trova nella prima cappella del lato nord: in questa pittura murale gotica del 1325 circa, è rappresentata la vita di Maria in quattro riquadri sovrapposti. Riquadro inferiore: il Crocifisso, alla sua destra Maria sorretta da Giovanni, accanto a lei Pietro e Sant'Ursula. Alla sinistra di Cristo l'apostolo Filippo, accanto a lui San Lamberto e San Giorgio. Il riquadro superiore raffigura l'omaggio dei tre re Magi, dietro i quali sono visibili servitori con i cavalli. Il riquadro successivo è suddiviso in tre scene: l'Annunciazione, la visita di Maria a Elisabetta e la nascita di Cristo. Nell'arco ogivale del riquadro più in alto è rappresentata l'incoronazione di Maria per mano di Gesù Cristo, circondata da angeli.

Sculture

(6) Madonna del Rosario
Al pilastro destro del quadrato si trova la statua della Madonna del Rosario. La scultura proviene dall'antico convento domenicano ed è una delle prime rappresentazioni figurative del motivo del rosario,opera coloniese del 1474.

(7) Gruppo della crocifissione (XV° sec.)

(8) Michele. La scultura dell'arcangelo Michele, della fine del XV° secolo, opera dello scalpellino di Colonia Tilman.

(9) San Cristoforo. All'entrata sud si trova la statua, di grandezza superiore al naturale, di San Cristoforo (circa 1490), che proviene probabilmente anch'essa dalla bottega di Tilman.

(10) Crocifisso (XVI° sec.)

(11) Andrea. Scultura del Patrono della chiesa, l'apostolo Andrea, risalente al XVIII° secolo.

(12) Fontana. Secondo la leggenda su di essa scorse il sangue di Sant'Ursula (XV° sec.)

(13) Portale principale, di Carlo Matteo Winter 1963, con motivi di storia sacra. Nel centro, nascita e morte di Gesù, tutt'intorno un popolo composto da tutte le nazioni, nell'ottagono figure del Vecchio Testamento con le quali Dio ha stretto un'alleanza: Noè, Abramo, Mosè, Aronne. Annunciazione di Maria, i Re Magi. Divulgazione della parola di Dio.

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Dipinti

(14) Tavola d'altare della Confraternita del Rosario, detta anche "Madonna col mantello" (Meister v. St. Severin, 1510-1515 circa). Il quadro venne dipinto su richiesta dell'imperatore Massimiliano, come ringraziamento poiché la città era stata salvata da un pericoloso assedio. Esso è anche ricordo della fondazione della confraternita del Rosario, avvenuta l'8 settembre 1474, grazie ai domenicani, sollecitati insistentemente dal consiglio comunale e dai cittadini ad implorare l'aiuto della madre di Dio, con la preghiera del rosario. Nel quadro Maria viene rappresentata come regina del rosario e protettrice della Confraternita del Rosario. Il Bambino, in braccio, gioca con una corona del rosario che lei porta intorno al collo. Sopra il suo capo gli angeli tengono, come corona, tre ghirlande di rose rosse e bianche. Il suo manto, è sollevato sul lato sinistro da San Domenico, sul lato destro da San Pietro da Milano, patrono della corporazione dei birrai di Colonia. Sotto il manto protettore di Maria sono in ginocchio, a sinistra, i membri religiosi della confraternita del Rosario con il Papa, a destra, quelli laici con l'imperatore, la sua famiglia e rappresentanti della corporazione dei birrai. Sulle parti esterne sono visibili le sante Dorotea e Cecilia.

(15) Rappresentazione del Giudizio Universale (1573)

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(16) Crocifissione di Sant'Andrea (1658). Pala d'altare dell'antico altare maggiore barocco. I1 santo è legato alla croce traversa.

(18) Alberto Vescovo (metà del XVII° secolo, di J. Hülsmann). Il santo, raffigurato con tutti i paramenti episcopali, addita l'ormai scomparso convento domenicano "Santa Croce", visibile sullo sfondo, di cui egli fece eseguire la costruzione del coro

(26) Trittico di Barthel Bruyn (1493-1555). Tavola centrale: Crocifissione; ala sinistra: Papa Urbano e S. Ulrico; ala destra: martirio di Sant'Andrea.

(27) Risurrezione di Cristo (1551). Tavola centrale: Risurrezione di Cristo, (in basso, in ginocchio, il donatore); ala sinistra: Ascensione di Cristo; ala destra: discesa dello Spirito Santo.

Reliquari

(19) Scrigno degli apostoli, gotico, della fine dei XIV° sec. proveniente da Niederlahnstein, si trova nella chiesa di Sant'Andrea dal secolo scorso, tutt'intorno figure degli apostoli, Cristo, Maria, Dionisio, contiene la reliquia del braccio di Sant'Andrea.

(20) Scrigno dei Maccabei, ultimato tra il 1520-1527 da Peter Hanemann per custodire i teschi dei fratelli Maccabei, martiri ebraici del II° secolo a. C., scene del loro martirio in relazione alla vita di Gesù, raffigurazione della traslazione da Milano a Colonia, ascensione di Cristo e ascensione dei fratelli Maccabei con la loro madre, incoronazione della madre dei fratelli e incoronazione di Maria, 4 evangelisti, Cristo, Maria, Elena madre di Costantino che ordinò l'esuma-zione dei fratelli Maccabei, vescovo Rainald von Dassel, colui che ordinò il trasporto delle reliquie a Colonia.

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Altri particolari

(21) Finestra di Alberto, progettata da P. Wolfram Plotzke OP 1951, bottega Jakobus Melchior 1954, motivi sulla vita di S. Alberto (1200-1280), domenicano, filosofo, teologo, studioso di scienze naturali dall'infanzia alla morte, si prodigò come professore, provinciale, pacificatore e vescovo.

(22) Ciborio, XVI° sec., dono della manna, ultima cena, Matteo e Andrea, entrambi patroni della chiesa.

(23) Lampada del Santissimo, XVIII° sec. con draghi ornamentali. La lampada del santissimo si riaccende ogni anno con il cero pasquale e sta a significare la reale presenza nel tabernacolo di Cristo risorto.

(24) Finestra del coro, 1895 e 1918, frutti dell'eucaristia: venerazione della Santissima Trinità, opere di misericordia spirituale e corporale (Carlo Borromeo, Domenico, Elisabetta, Martino), refrigerio per le anime del purgatorio, rifugio e sollievo per sofferenti e morenti, apostoli, martiri, santi coloniesi.

(25) Coro, 1480, profeti dalle vesti burgunde, santi coloniesi, animali chimerici, sulle mensole del coro gruppi di profeti e angeli musicanti.

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(28) Pièta
Anche la Pietà (scultura lignea dell'inizio del XIV° secolo) proviene dall'antico convento domenicano di Santa Croce.

Cripta

La cripta appartiene alla parte più antica della chiesa. Distrut-ta nel XV° secolo, se ne persero le tracce, fino a quando non fu riscoperta nel 1953. Oggi è caratterizzata dallo stile degli anni cinquanta. Soltanto la parte intorno alla tomba di S. Alberto Magno lascia immaginare qualcosa dell'aspetto originario. Sulla lesena orientale della cappella mortuaria si trovano resti di pitture murali medioevali (canonici in preghiera). Altare, ambone e tabernacolo a stele sono opera di Egino Weinert. Nel centro della parete nord si trova un rilievo con la raffigurazione di San Tommaso d'Aquino.
Sull'altare: Trittico (1560). Gruppo della Crocifissione davanti al paesaggio di Gerusalemme (davanti a Maria, in ginocchio, il donatore); ala sinistra: San Geronimo; ala destra: San Francesco.

Cappella mortuaria di Sant'Alberto Magno

Un sarcofago romano in pietra del III° secolo custodisce le spoglie di Sant' Alberto (1200-1280). Nella parte occidentale della cappella è collocata un' iscrizione latina, che dice:
Qui giace Sant' Alberto Magno, dottore della Chiesa, nato nel 1200, accolto nel 1223 nell' Ordine dei Predicatori, nel 1248 professore di teologia a Parigi e a Colonia, vescovo di Ratisbona tra il 1260 e il 1262, morto il 15 novembre 1280, proclamato santo il 16 dicembre 1931 da Papa Pio XI.
Rallegrati, fortunata e santa Colonia, tu sola tra tutte le altre città hai avuto l'onore di custodire nelle tue mura lo splendore e la gloria di tutta la Germania.

Per il 700° anniversario della morte di Sant'Alberto Magno, il 15-11-1980, Giovanni Paolo II si recò in pellegrinaggio a Colonia alla tomba del santo, da lui molto venerato.

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Opere grafiche: Renate Friedländer

Colonia, genaio 2003